La risposta è: certamente sì. Convinzione rafforzata dal racconto dell’esperienza delle tre dottoresse che, sabato 24 febbraio 2018, nell’ambito del progetto SI FA STEM promosso dal Soroptimist International d’Italia, hanno incontrato gli alunni della classe terza BL e alcune alunne della terza DL e della terza AL e della quinta AL del liceo delle Scienze Applicate.

La bioingegneria, come illustrato dalla dott.ssa Manuela Teresa Raimondi, Ingegnere Meccanico, Professore associato di Bioingegneria al Politecnico di Milano, appare veramente una scienza “futuristica”: affascinante l’idea di realizzare prodotti che possano sostituire organi malati del corpo umano (cornea, trachea, cuore) partendo dalle cellule staminali. La dott.ssa Raimondi con la sua équipe ha realizzato un mini reattore biologico.La sua avvincente carriera non è stata priva di difficoltà legate anche all’essere donna e alle scelte che ciò ha comportato, come quando ha dovuto abbandonare il sogno di diventare astronauta, dopo aver superato quasi tutti i colloqui, perchè il voler avere dei figli era pregiudizievole.

Anche la dott.ssa Laura Coppo, Ingegnere Meccanico, Imprenditrice e Dirigente d’azienda, occupandosi di progettare e costruire macchinari ed impianti destinati all’industria meccanica, esercita la propria attività in un ambito che per molti anni è stato appannaggio di soli uomini. In quanto dirigente, figlia del titolare dell’azienda, deve occuparsi altresì della selezione del personale, dell’installazione dei macchinari, delle analisi di mercato. Da qui le difficoltà ad essere accettata, soprattutto dai dipendenti più anziani cui non garbava l’idea di dover essere guidati da una donna ingegnere. Il segreto per conquistare la fiducia dei propri collaboratori risiede nel riuscire a mantenere un atteggiamento umile e nell’essere disposti a riconoscere i propri errori per trarne insegnamento. La dott. Coppo ha  sottolineato l’importanza di svolgere un’attività che ci appassioni e che ci renda felici di aprire gli occhi ogni mattina sapendo che “devo andare a lavorare”.

La terza relatrice, dott.ssa Ambra Ferrarotti, Ingegnere delle Materie Plastiche, Responsabile Assistenza Tecnica presso Guala Dispensing, nell’illustrare le sue competenze specifiche nell’ambito della trasformazione delle materie plastiche ed in particolare della progettazione dei trigger (comunemente detti “spruzzini”), ha evidenziato le problematiche incontrate in quanto donna. I tecnici non ascoltavano volentieri le sue indicazioni così come non approvavano la sua nomina come responsabile. Col tempo, dimostrando competenza, professionalità e dedizione, è tuttavia riuscita a farsi apprezzare.

Partendo dalle loro esperienze tutte le relatrici hanno puntualizzato l’importanza di imparare a lavorare in team e di viaggiare all’estero per allargare i propri orizzonti ed imparare a confrontarsi con realtà diverse da quella in cui viviamo abitualmente.

Cristina Caprioglio 3AL

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